NO ALLA SVENDITA DI GRUPPO TORINESE TRASPORTI AI PRIVATI

 

La Stampa di lunedì sedici dicembre pubblica, a pagina diciannove, un articolo di Andrea Rossi dal titolo: "Torino sotto stress. Dopo arresti e scontri lo sciopero dei bus".

Il catenaccio spiega, inoltre, che "il Comune vuol vendere il 49% di Gtt ad un privato. I dipendenti infuriati minacciano la paralisi".

Dal canto proprio, infine, il sommario recita: "Controlli pignoli, rispetto dei limiti e delle pause: la città bloccata dalla legalità".

Dall'impostazione data all'intero pezzo, il giornalista e la redazione sembrano pretendere che gli autisti del Gruppo Torinese Trasporti infrangano le leggi del Codice della strada, e quelle che regolano i rapporti di lavoro, perché altrimenti non si riesce più a viaggiare.

Eppure, la ricetta per sbloccare questa situazione ci sarebbe e risulterebbe molto semplice: aumentare il numero dei mezzi pubblici in circolazione, ed assumere nuovi autisti, per far fronte a questa 'emergenza sicurezza' al contrario.

Si dirà che, così facendo, aumenterebbe il costo del lavoro in maniera insostenibile: basterebbe tagliare decisamente gli stipendi degli amministratori dell'azienda, che rappresentano la parte preponderante delle voci di spesa riguardanti salari e stipendi pur essendo (loro sì) costi improduttivi.

Guai a toccare i diritti dei lavoratori 'in produzione': la svendita ai privati certamente li eroderebbe - così come succederebbe per quelli degli utenti, che si troverebbero a pagare di più per usufruire di un servizio peggiore - e per questo non è accettabile.

 

Genova, 17 dicembre 2013

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

 

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